Istituti Secolari

 

                                                                                                                        

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 " La P.F.F. è un Istituto secolare  femminile  che, in seno alla Chiesa , unisce donne, chiamate dallo Spirito Santo, a vivere la consacrazione a  Dio  nel mondo , mediante la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza.  L'Istituto è di diritto  pontificio,  retto secondo le leggi canoniche per gli Istituti  secolari."  ( dall'art. 1 delle Costituzioni )

 

 

 

 


Che cos'è un Istituto secolare ?

 

Lo Spirito Santo, artefice mirabile della varietà dei carismi, ha suscitato nel nostro tempo nuove espressioni di vita consacrata: gli Istituti secolari i cui membri intendono vivere la consacrazione a Dio nel mondo attraverso la professione dei consigli evangelici nel contesto delle strutture temporali, per essere così lievito di sapienza e testimoni di grazia all'interno della vita culturale, economica e politica.

Attraverso la sintesi, che è loro specifica, di secolarità e consacrazione, essi intendono immettere nella società le energie nuove del Regno di Cristo, cercando di trasfigurare il mondo dal di dentro con la forza delle Beatitudini.

In questo modo, mentre la totale appartenenza a Dio li rende pienamente consacrati al suo servizio, la loro attività nelle normali condizioni laicali contribuisce, sotto l'azione dello Spirito Santo, all'animazione evangelica delle realtà secolari. (Vita Consecrata n° 10) 


Laici tra i laici

 

I membri degli Istituti secolari ( I.I. S.S.) , in forza della loro consacrazione vissuta senza segni esteriori, da laici tra i laici, possono essere sale e luce anche in quelle situazioni in cui una visibilità della loro consacrazione costituirebbe  un impedimento, o addirittura, un rifiuto. (Ripartire da Cristo n°45)

Vivere nel mondo:

- in castità per dire al mondo che si può amare con il disinteresse e l'inesauribilità che attinge al cuore di Dio. È amore che si converte in esercizio ed in esempio vivo di dominio di sé e di vita nello Spirito (Paolo VI)

- in povertà per dire che si può vivere tra i beni temporali e si può usare dei mezzi della civiltà del progresso senza farsi schiavi di nessuno di essi. Povertà che diventa solidarietà e segno di presenza con i fratelli provati. (Paolo VI)

- in obbedienza per dire che si può essere felici restando pienamente disponibili alla volontà di Dio, come appare dalla vita quotidiana, dai segni dei tempi e dalle esigenze di salvezza del mondo di oggi. Obbedienza che si concretizza nell'umile accettazione della mediazione della Chiesa e, più in generale, della sapienza di Dio che governa il mondo (Paolo VI.)

- in diaspora, ossia in uno stato permanente di dispersione. Gli I.I. S. S. non sono una comunità in senso tradizionale del termine. La comunità non appare mai in primo piano; all'esterno appare il singolo che vive e opera in piena secolarità e con piena responsabilità. L'organizzazione dei tempi per stare insieme e la scelta dei modi per sentirsi comunità sono indicati nelle Costituzioni dei singoli Istituti e affidati alla creatività dei loro membri.


Quando sono sorti?

 

Alcune forme di consacrazione a Dio vissuta nel mondo sono già presenti fin dalle origini del cristianesimo (secc. II e IV). Tuttavia, soltanto nel secolo scorso, agli Istituti secolari viene riconosciuta la loro precisa identità.

Con la Costituzione Apostolica Provvida Mater Ecclesia del 2 febbraio 1947, Pio XII approva la nuova forma di vita consacrata nel mondo. A queste Associazioni viene dato il nome di Istituti secolari. In un altro documento, sempre di Pio XII, il Motu proprio Primo Feliciter, del 12 marzo 1948, si sottolinea che la secolarità è la "ragion d'essere" degli Istituti secolari.

In successivi interventi si chiarisce la possibilità della consacrazione totale anche a chi resta nella condizione laicale; secolarità e consacrazione non sono più elementi che si respingono a vicenda, ma diventano l'elemento costitutivo di questi nuovi Istituti.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II con il decreto "Perfectae Caritatis" sul rinnovamento della vita religiosa e con tutta la riflessione sulla presenza della Chiesa nel mondo nel mondo ha offerte valide e profonde motivazioni alla vocazione dei laici consacrati.

La natura e le caratteristiche degli Istituti secolari sono precisate, infine, nel Codice di Diritto Canonico (25 gennaio 1983): i Secolari consacrati non sono da considerare come i Religiosi, però hanno in comune con essi la consacrazione, mediante la professione dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.

Peculiare caratteristica di essi è la secolarità, per cui i membri vivono la loro consacrazione a Dio restando nel proprio ambiente, attendendo al lavoro quotidiano e servendosi degli stessi mezzi dei laici per realizzare la santificazione personale e quella del mondo.

 

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