Istituti Secolari

Quando sono sorti?

 

Alcune forme di consacrazione a Dio vissuta nel mondo sono già presenti fin dalle origini del cristianesimo (secc. II e IV). Tuttavia, soltanto nel secolo scorso, agli Istituti secolari viene riconosciuta la loro precisa identità.

Con la Costituzione Apostolica Provvida Mater Ecclesia del 2 febbraio 1947, Pio XII approva la nuova forma di vita consacrata nel mondo. A queste Associazioni viene dato il nome di Istituti secolari. In un altro documento, sempre di Pio XII, il Motu proprio Primo Feliciter, del 12 marzo 1948, si sottolinea che la secolarità è la "ragion d'essere" degli Istituti secolari.

In successivi interventi si chiarisce la possibilità della consacrazione totale anche a chi resta nella condizione laicale; secolarità e consacrazione non sono più elementi che si respingono a vicenda, ma diventano l'elemento costitutivo di questi nuovi Istituti.

Il Concilio Ecumenico Vaticano II con il decreto "Perfectae Caritatis" sul rinnovamento della vita religiosa e con tutta la riflessione sulla presenza della Chiesa nel mondo nel mondo ha offerte valide e profonde motivazioni alla vocazione dei laici consacrati.

La natura e le caratteristiche degli Istituti secolari sono precisate, infine, nel Codice di Diritto Canonico (25 gennaio 1983): i Secolari consacrati non sono da considerare come i Religiosi, però hanno in comune con essi la consacrazione, mediante la professione dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza.

Peculiare caratteristica di essi è la secolarità, per cui i membri vivono la loro consacrazione a Dio restando nel proprio ambiente, attendendo al lavoro quotidiano e servendosi degli stessi mezzi dei laici per realizzare la santificazione personale e quella del mondo.

 

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